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Continua
il nostro viaggio all’interno del mondo “selezioni regionali”.
Conosciuto meglio il professor Luca Galimberti selezionatore under 15 e
under 16 è il turno oggi di Philippe Doussy, responsabile delle
selezioni under 17 e 19 Nord Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria).
Già nel pieno della
filosofia federale un francese alla guida della selezione zonale.
Philippe (36 anni) vanta da giocatore diversi campionati nella prima
divisione francese, il Top 14 di oggi, nelle file del Moutauban. La
carriera da allenatore inizia nelle giovanili della Leonessa Brescia per
poi prendere la guida anche della prima squadra nei campionati 2004-2005
e 2005-2006.
Cosa significa
“selezione zonale”? Una competizione a quattro zone. Oltre a noi c’è
Nord Est, centro nord e Centro Sud. Quattro squadre che valgono come
tappa intermedia tra il campionato italiano e la nazionale. Si articola
in stage della durata di tre, quattro giorni una volta al mese.
Raggruppiamo due zone, lavoriamo insieme tre giorni cosi che i ragazzi
possano conoscersi meglio e poi l’ultimo giorno facciamo una partita
ufficiale.
Cosa pretendi dai
ragazzi che chiami? Devono dimostrare di saper crescere, ascoltare,
disponibilità ad imparare. Abbiamo i mezzi e le conoscenze per crescere,
dobbiamo sfruttare al massimo i momenti che stiamo insieme. All’età di
17 o 18 anni si è in piena fase di formazione e quindi il risultato
della partita tra le due selezioni non mi interessa. Il contenuto è ciò
che conta. Nessuno pretende dei campioni già fatti, devono solo avere un
approccio professionistico con il rugby quando sono con noi e quando
giocano o si allenano con il proprio club.
I mondiali francesi
hanno dimostrato che il rugby è una questione di testa. Quanto conta
l’approccio mentale? E’ fondamentale ma non lavoriamo ancora su quello.
A mio avviso a questa età non serve, si imparerà più tardi e verrà
naturale a seconda del livello. E’ invece fondamentale curare la tecnica
di base che è impossibile imparare correttamente più avanti. Ancora
vitale l’aspetto tattico e la disciplina e la collettività.
Collettività?
Nei tre giorni che
stiamo assieme dobbiamo respirare tutti la stessa aria, vivere sempre
assieme, fare squadra ed essere uniti. Solo così anche in partita nei
momenti difficili saremo uniti. I giovani di oggi sono il futuro del
rugby italiano, siamo qui per farli crescere ed aiutarli.
Come possono farsi
notare i ragazzi per emergere? Devono sempre dare il massimo, osare e
rischiare. Solo così si cresce ed è normale qualche errore o inciampare
in qualche brutta figura. Ma non deve essere un problema perché è un
processo di crescita globale il nostro e gli errori aiutano a maturare.
Come l’umiltà e il lavoro.
Impegni importanti della
stagione? La nazionale under 17 giocherà il 4 Nazioni a Lione in marzo,
le due nazionali under 18 faranno due gare nel 6 Nazioni di categoria ed
il Fira. Esperienze ed impegni fondamentali per competere da adulti in
ambito internazionale.
Cesare Monetti
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