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Intervista sul mensile RUGBY! numero di Dicembre 2007

Continua il nostro viaggio all’interno del mondo “selezioni regionali”. Conosciuto meglio il professor Luca Galimberti selezionatore under 15 e under 16 è il turno oggi di Philippe Doussy, responsabile delle selezioni under 17 e 19 Nord Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria).

Già nel pieno della filosofia federale un francese alla guida della selezione zonale. Philippe (36 anni) vanta da giocatore diversi campionati nella prima divisione francese, il Top 14 di oggi, nelle file del Moutauban. La carriera da allenatore inizia nelle giovanili della Leonessa Brescia per poi prendere la guida anche della prima squadra nei campionati 2004-2005 e 2005-2006.

Cosa significa “selezione zonale”? Una competizione a quattro zone. Oltre a noi c’è Nord Est, centro nord e Centro Sud. Quattro squadre che valgono come tappa intermedia tra il campionato italiano e la nazionale. Si articola in stage della durata di tre, quattro giorni una volta al mese. Raggruppiamo due zone, lavoriamo insieme tre giorni cosi che i ragazzi possano conoscersi meglio e poi l’ultimo giorno facciamo una partita ufficiale.

Cosa pretendi dai ragazzi che chiami? Devono dimostrare di saper crescere, ascoltare, disponibilità ad imparare. Abbiamo i mezzi e le conoscenze per crescere, dobbiamo sfruttare al massimo i momenti che stiamo insieme. All’età di 17 o 18 anni si è in piena fase di formazione e quindi il risultato della partita tra le due selezioni non mi interessa. Il contenuto è ciò che conta. Nessuno pretende dei campioni già fatti, devono solo avere un approccio professionistico con il rugby quando sono con noi e quando giocano o si allenano con il proprio club.

I mondiali francesi hanno dimostrato che il rugby è una questione di testa. Quanto conta l’approccio mentale? E’ fondamentale ma non lavoriamo ancora su quello. A mio avviso a questa età non serve, si imparerà più tardi e verrà naturale a seconda del livello. E’ invece fondamentale curare la tecnica di base che è impossibile imparare correttamente più avanti. Ancora vitale l’aspetto tattico e la disciplina e la collettività.

Collettività?

Nei tre giorni che stiamo assieme dobbiamo respirare tutti la stessa aria, vivere sempre assieme, fare squadra ed essere uniti. Solo così anche in partita nei momenti difficili saremo uniti. I giovani di oggi sono il futuro del rugby italiano, siamo qui per farli crescere ed aiutarli.

Come possono farsi notare i ragazzi per emergere? Devono sempre dare il massimo, osare e rischiare. Solo così si cresce ed è normale qualche errore o inciampare in qualche brutta figura. Ma non deve essere un problema perché è un processo di crescita globale il nostro e gli errori aiutano a maturare. Come l’umiltà e il lavoro.

Impegni importanti della stagione? La nazionale under 17 giocherà il 4 Nazioni a Lione in marzo, le due nazionali under 18 faranno due gare nel 6 Nazioni di categoria ed il Fira. Esperienze ed impegni fondamentali per competere da adulti in ambito internazionale.

Cesare Monetti

 

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