Selezioni u. 15 e 16; fatti i test fisici a 80 ragazzi

Selezioni u. 15 e 16; fatti i test fisici a 80 ragazzi

Si è svolto lunedì 5 settembre a Calvisano il primo allenamento per i ragazzi della Selezione Regionale Lombarda under 15 e under 16. Un raduno già impegnativo, ad inizio stagione, durato tutto il giorno con doppio allenamento mattina-pomeriggio.

Particolare attenzione è stata data in questa giornata alla preparazione fisica, sempre più fondamentale nel gioco del rugby e curata sempre con più attenzione sia dal Comitato Lombardo che da ogni singola Società.

All’indomani del raduno abbiamo pertanto voluto sentire Matteo Artina, il preparatore atletico dell’Area Est delle Selezioni del Comitato Lombardo, che ha tracciato un bilancio di quanto accaduto al campo San Michele di Calvisano con ben 80 ragazzi presenti.

Matteo, come hai trovato i ragazzi dopo la pausa estiva?

“Sono positivamente sorpreso, la qualità c’è assolutamente. Al di là di ciò che abbiamo materialmente fatto mi è piaciuto quello che ho visto nei ragazzi, la loro serietà e la loro voglia di mettersi in gioco, il loro rispondere positivamente agli stimoli. Questo significa che i ragazzi di oggi se opportunamente stimolati, se coinvolti, se resi consapevoli e protagonisti di quello che stanno facendo, rispondo solo con entusiasmo e risultati degni di nota”.  

Che tipo di lavoro avete svolto?

“La mattina abbiamo svolto un test di velocità utilizzando le fotocellule sui 30 metri. Abbiamo così provato ai ragazzi il tempo di reazione e il tempo ai 5, 10, 20 e 30 metri. In particolare sono importanti i dati ai 10 e ai 30 metri. E’ stabilito che nell’alto livello del rugby un giocatore compia degli scatti e delle accelerazioni in particolare di 10 e di 30 metri. Qui non siamo all’alto livello ancora, però stiamo cercando di portare i ragazzi su quella strada. Inoltre per ognuno abbiamo misurato peso e altezza ricavandone l’indice di massa corporea, un dato sempre fondamentale”.

Quali dunque i risultati di questo test?

“Dati interessanti, è una fotografia dello stato di ognuno di loro e di tutto il gruppo prima che inizi l’anno sportivo. In questa maniera possiamo programmare meglio la stagione ed i lavori che è necessario fare. Quello che mi ha più sorpreso è vedere i ragazzi con l’approccio mentale corretto a questi test. Non li vivono come un esame, come una verifica dove è possibile che la tensione porti un dato negativo, ma li vivono con una attitudine positiva. Inoltre fin dalle prime ore si è formato un bel gruppo, sia tra ragazzi sia con gli allenatori. Questo ha permesso di compiere i test con atteggiamento positivo”.

Dati alla mano, com’è la situazione?

“Buona, sono soddisfatto, anche se c’è da lavorare molto. Ed è giusto che sia così, perché siamo ad inizio stagione e perché stiamo parlando di ragazzi di 14 e 15 anni. A questa età il fisico cambia parecchio, c’è uno sviluppo rapido, in pochi mesi un ragazzo può crescere molti centimetri, cambiare diversi numeri di piede. Il loro fisico cambia repentinamente ed un giocatore si può trovare in una stagione a giocare ‘in un corpo che non conosce’. Con i test che abbiamo svolto, con la preparazione che tenteremo di impostare, cercheremo di seguirli il più possibile, nella individualità e nel collettivo. Comunque il livello medio rispetto agli anni passati si è decisamente alzato e questo grazie ad una preparazione motoria migliore fatta sia con il Comitato Lombardo che con le singole Società. Un grazie va dunque detto alle Società e ai loro preparatori fisici che stanno compiendo un gran bel lavoro”.

Quale il prossimo appuntamento?

“Entro fine mese, probabilmente il 29 settembre, ci sarà un altro test, diciamo una prima verifica dopo quasi un mese di allenamento, così che monitoreremo ancora i giocatori verificando un primo stato di forma. Mi preme ringraziare subito ad inizio stagione tutto lo staff del Comitato, in particolare il responsabile tecnico Daniele Porrino ma anche Alessandro Geddo ed Enrico Arbosti così come gli altri tecnici delle varie aree. C’è un rapporto di stima reciproca con loro, una collaborazione vera, concreta ed imoportante con la mia figura di preparatore fisico. In altre esperienze passate, in altri sport, non sempre è accaduto ed i risultati infatti erano inferiori. Avere questa stima che porta ad una vera collaborazione è un bel riconoscimento ed anche i ragazzi lo notano rimanendo sempre più coinvolti. Crescono anche grazie a questo”.

Ufficio Stampa Crl - cesare.monetti@rugbylombardia.com