I RAGAZZI LOMBARDI SONO VELOCI

I RAGAZZI LOMBARDI SONO VELOCI

“I RAGAZZI LOMBARDI SONO VELOCI”

Nel rugby il fisico conta. Eccome. E sempre di più oltre alla tecnica di base che non può e non deve mancare. Ma più si sale di livello più il ‘fisico’ conta. Ogni squadra di qualsiasi livello ormai ha il suo preparatore atletico. Oggi conosciamo Giuliano Pierosario, praparatore atletico della Selezione Regionale Lombarda.

Quali i test principali per valutare un ragazzo che ambisca al rugby d’alto livello?

“Nel rugby se parliamo di alto livello intendiamo ragazzi capaci di esprimere importanti espressioni di forza e determinati mentalmente. Queste capacità in parte sono dettate da caratteristiche fisiche per la maggior parte innate nell’atleta. Di conseguenza i test che servono per identificare queste caratteristiche, quantificandole, sono test di salto come squat jump, control movie squat jump, control movie squat jump assistito con l’ausilio delle braccia e un test sprint di 30metri con rilevazione al passaggio a 10 e 20 metri.

Usate delle strumentazioni particolari?

“È di fondamentale importanza per una corretta analisi dei risultati dei test che le rilevazioni siano precise per questo riteniamo opportuno utilizzare strumentazione elettronica come il tappeto ottico o tappeto di bosco per i salti e le fotocellule per i test di corsa veloce”

Possiamo definire il ‘talento’ nella fisicità?

“A 15 e 16 anni è colui che a parità di preparazione e stile di vita, salta di più e corre più veloce. Questo si evidenzia di più in età giovanile dopo sta a noi preparatori continuare la sua formazione fisica e mettere sempre l’atleta nelle condizioni di esprimere la meglio le sue potenzialità”.

Quale il livello riscontrato sui ragazzi nei test degli ultimi anni?

“Il rugby ha la caratteristica di costituire dei gruppi molto eterogenei, proprio per via della varietà dei ruoli, a differenza della pallacanestro o calcio dove morfologicamente gli atleti sono bene o male simili. Il livello di “qualità” riscontrato sta quindi nella caratteristica del gruppo.

In un gruppo dove sono presenti più energumeni, chiaramente, i dati saranno diversi da un gruppo, dove si riscontrano più velocisti. C’è da dire che negli ultimi due anni in Lombardia si sono riscontrati ragazzi con buone doti di velocità, a diversità degli anni passati”.

Come sono strutturati i giovani di oggi?

“Una cosa che sto riscontrando in generale nei ragazzi è che hanno dei paramorfismi, come valgismo, pronazione dei piedi e alterazioni delle curve fisiologhe del rachide, che possono portare a dei dismorfismi se non si interviene precocemente nell’ età giovanile. Questo credo che sia un riflesso della scarsa importanza che la nostra società dà alla psicomotricità.

La postura è la capacità che ha il sistema muscolo-scheletrico di opporsi alla forza di gravità e se fin da subito il nostro sistema muscolare non esprime il tono muscolare sufficiente, le strutture scheletriche ne subiscono le alterazioni. La psicomotricità conferisce ai ragazzi questo controllo del tono muscolare per resistere ad uno dei più grossi nemici del corpo umano che è la forza di gravità”.

Hai un paragone di dati con i loro pari età inglesi o francesi u. 15 o u. 16?

“Non credo che la differenza con i pari età internazionali sia sui dati dei test o altro, ma credo ci sia una differenza nell’abilità che i giocatori francesi e inglesi esprimono. Abilità intesa come “saper fare motorio”. In loro riscontro la capacità di risolvere un problema motorio con molta efficacia e credo che questo sia dovuto al fatto che i ragazzi under 15 e 16 che approcciano alle prime attività internazionali hanno già delle ottime abilità coordinative. Di conseguenza i nostri colleghi francesi, inglesi sono subito in grado d’intervenire con il miglioramento dei gesti tecnici e con l’utilizzo di metodi che mirano al incremento delle capacità condizionali (forza e velocità)”.

Puoi dare dei consigli ai giovani giocatori lombardi per migliorare?

“Dovrebbero avere più dedizione e passione verso le cose in cui credono. Una cosa che chiedo sempre a loro è di non fermarsi davanti agli ostacoli, di provare sempre a saltarli. Per fare questo c’è bisogno di determinazione e rispetto verso se stessi. In pratica chiedo loro di imparare a rispettarsi che è l’unico modo per non trascurarsi e quindi di innescare i primi presupposti per crescere”.

Puoi descrivere i macro lavori che svolgi sui ragazzi delle selezioni durante la stagione?

“Inizialmente dobbiamo capire che fare il preparatore fisico con questa fascia d’età è un lavoro molto meticoloso e paziente. Bisogna comprendere che si lavora per il futuro del ragazzo e per il suo benessere psichico e fisico. Seguiamo quello che la metodologia moderna chiama ‘allenamento funzionale’, quindi un lavoro poli-articolare che verte al miglioramento della  mobilità e coordinazione generale e infine il condizionamento.

Il ciclo di lavoro su un ragazzo che entra a far parte del progetto fisico del Comitato è di circa due anni, under 15 e under 16, in qualche caso anche ultimi mesi under 14.

La nostra pianificazione è molto semplice: inizialmente lavoriamo sulla capacità coordinativa relativa alla corsa e mobilità articolare, e tramite esercizi di core-stability rinforziamo i muscoli posturali e stabilizzatori. Parallelamente seguiamo una fase di lavori per l’irrobustimento degli arti. Completata questa fase, iniziamo una seconda parte dove introduciamo la tecnica della pesistica (stacco, squat, girata e poi lo strappo).

Via via invertiamo il lavoro di coordinazione della corsa in lavoro condizionale: velocità ed espressioni di forza”.

Che tipo di collaborazione-relazione c’è tra la preparazione della Selezione Regionale e quella nel Club?

“In questi ultimi anni, noto che i ragazzi vengono sempre più volentieri e motivati alle attività proposte dal Comitato. Noto con piacere anche la continua presenza di tecnici dei vari club lombardi che vengono a trovarci al Centro Sportivo Saini di Milano per ricercare continui confronti durante i lavori ‘d’elite’ che svolgiamo il lunedì. Credo che questo sia un buon feedback da parte di tutti”.

Ufficio Stampa Crl - Cesare.Monetti@rugbylombardia.com

 

CHI E’ IL PREPARATORE FISICO

 

PIEROSARIO GIULIANO

Nato Messina ha vissuto fino all’età di 19 anni a Milazzo dove ha conosciuto e iniziato il gioco del rugby. Per lui subito una piccola esperienza a Cambridge dove ha giocato e assistito alle attività del mini rugby della società Schelford Rugby Club, successivamente si è trasferito a Urbino.

Durante gli studi universitari di Scienze Motorie ha giocato nel Club Rugby Pesaro. Conseguita la laurea quadriennale si è trasferito a Milano dove ha continuato gli studi specializzandosi in Scienze Tecniche delle Attività Riabilitative presso l’Università Cattolica di Milano. Fin da subito Milano ha offerto a Pierosario l’opportunità di lavorare con il rugby e ancora oggi prosegue l’attività di preparatore fisico oltre all’essere impegnato nell’ambito del recupero funzionale in un centro di alta specializzazione milanese.

Dal 2006 collabora con la FIR per lo sviluppo e la individualizzazione dei talenti nel territorio lombardo per la futura squadra nazionale.

Queste le sue parole in merito al rapporto con il Comitato Regionale Lombardo: “L’attività presso la Fir mi coinvolge molto e mi piacerebbe collaborare maggiormente con il Comitato/FIR in quanto ritengo sia un ambiente stimolante nel quale potersi confrontare e crescere con professionalità di alto livello. Ritengo di essere una persona dinamica e competitiva e cerco di orientare le mie energie verso una continua crescita professionale. Una continuativa collaborazione con il Comitato Regioanale è dunque una importante opportunità”.