TROFEO TOPOLINO: PER IL CUS MILANO UN SUCCESSO CHE PARTE DA LONTANO

TROFEO TOPOLINO: PER IL CUS MILANO UN SUCCESSO CHE PARTE DA LONTANO

Si è disputato lo scorso fine settimana il Trofeo Topolino, il tanto atteso appuntamento per il minirugby a Treviso. E, come spesso succede, a farla da padrone sono stati principalmente i club veneti, ma anche la Lombardia – e in particolare Milano – hanno avuto il loro importante momento di gloria.


Il Cus Milano Under 10, infatti, ha avuto la meglio delle ben 128 squadre iscritte vincendo il trofeo, con Alessandro Ragusi che ha anche vinto il premio di miglior giocatore per la categoria. Un successo importante e non solo per la vittoria in sé e di cui abbiamo parlato con Gino Vinella, direttore tecnico del Cus.

 

Una bella soddisfazione vincere il Trofeo Topolino. Ma quanto è importante un simile traguardo?

 

“Al di là della soddisfazione per il risultato, quello che fa piacere è vedere come stia dando i frutti il progetto nato un anno fa e fortemente voluto da noi. L'idea è quella dell'importanza dell'apprendimento dei fondamentali fin dalla più giovane età, il tutto ovviamente in un contesto ludico e di divertimento per i bimbi”.

 

Il Topolino è qualcosa di diverso rispetto ai tanti tornei di minirugby in Italia.

 

“C'è una forte emotività a vincere a Treviso. Fare qualcosa del genere in Veneto, contro 128 squadre, in un ambiente dove il livello tecnico è storicamente superiore è molto bello”.

 

Hai sottolineato il discorso di un nuovo progetto. In Italia spesso si è detto che nel minirugby bisogna solo divertirsi, evitando di migliorare le skills ed evitando di guardare ai risultati.

 

“Imparare le skills e divertirsi non sono concetti incompatibili, anzi. I bambini amano la competizione, se è sana, e amano imparare.

Proprio per questo un altro progetto cui stiamo lavorando riguarda gli educatori, che devono essere i primi a crescere e imparare affinché sappiano imparare le skills fin da subito, ovviamente giocando e divertendosi”.

 

 Altro tema su cui si dibatte riguarda chi deve allenare chi. Qual è la vostra filosofia?

 

“Vero, tradizionalmente i club mettono i tecnici più esperti e più bravi ad allenare la prima squadra o le under più grandi, mentre i neofiti si fanno le ossa con il minirugby dei più piccoli. Noi, invece, mandiamo gli educatori e i tecnici più esperti con i più piccoli, perché chi inizia ad allenare non può farsi le ossa con i più piccoli, che hanno bisogno di allenatori ed educatori capaci ed esperti”.