VILLEPREUX DICE CHE ORA TOCCA AI TECNICI LOMBARDI

VILLEPREUX DICE CHE ORA TOCCA AI TECNICI LOMBARDI

L'avevamo lasciato ieri sera sul verde prato del Campo Chiolo a Monza mentre metteva in pratica con i ragazzini dell'under 15 e 16 della Selezione Lombarda ciò che aveva appena spiegato in aula ad oltre 130 tecnici lombardi.

"Non è facile insegnare il rugby ai ragazzi, dovete provare, dovete avere un vostro metodo. Bisogna insegnare ai ragazzi a comunicare in campo, devono capirsi e capire quale è la migliore stategia di gioco - ha detto sul campo a tutti i presenti in una pausa d'allenamento con il suo brillante italiano con accento francese".

L'abbiamo voluto risentire questa mattina mentre discuteva ancora di programmi e motodologie con il responsabile tecnico Daniele Porrino che è soddisfatto di questa 'due giorni' con Villepreux: "Siamo contenti che il messaggio sia arrivato agli allenatori, della loro risposta ad un evento simile. Ora proseguiamo subito con il progetto under 14 e under 16 ed è molto importante la riunione che ci sarà in tal senso il giorno 20 settembre".

Pierre, come hai trovato questi 200 allenatori lombardi?

"Non è facile giudicarli, non ho potuto metterli concretamente alla prova. Ho parlato quasi ed esclusivamente io. Però li ho visti attenti, ricettivi. Ora tocca a loro avanzare nella metodologia d'insegnamento. Devono mettere in pratica ciò che è stato spiegato, devono organizzarsi e provare".

Tornerai per una seconda fase più avanzata di questa struttura?

"Il progetto deve essere esteso anche agli altri Comitati regionali, un accordo globale con la federazione nazionale in maniera che ci sia in tutta Italia un solo progetto ed una unica metodologia"

In Francia è così?

"Sì. Esiste già con progetto da tanti anni con la federazione francese. In tutta la Francia la metodologia è già globalizzata ed unificata. Io negli ultimi anni l'ho ancora migliorata e sistemata".

I ragazzi della Selezione under 15 e 16 che hai allenato sono riusciti a seguire i tuoi insegnamenti?

"Direi di si, sono bravi. Sono normali ragazzi a cui piace giocare a rugby e ho visto dei progressi anche in una sola seduta. Hanno voglia di apprendere, hanno buone capacità. Da ora in avanti i tecnici dovranno stare molto più vicini a loro e dare loro regole precise d'insegnamento".

Ufficio Stampa Crl - cesare.monetti@rugbylombardia.com